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Giulia Son

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Il fallimento fa parte del business.

La verità, vi prego, sul fallimento. Questa parola, dal suono così definitivo e inappellabile, è il peggior incubo di ogni imprenditrice, un luogo inesplorato e spaventoso da cui tenersi alla larga, un giudice severo che non concede seconde occasioni. Ma… è davvero così?

Certo, tutte vogliamo che i nostri business abbiano successo: desideriamo vederli crescere, così che ci aiutino a compiere sempre meglio la nostra Missione, a vivere la vita che sogniamo per noi, a realizzare la nostra Visione.

Tutte abbiamo la nostra personale idea di successo personale: per me assomiglia ad un sacco di tempo libero da passare a viaggiare in giro per il mondo; per altre, magari, ad bellissimo casolare in campagna circondato dal verde e dalla quiete. Tutte, poi, abbiamo la nostra personale idea di successo professionale: tante Clienti soddisfatte, un cash flow solido, un impatto concreto sul mondo? L’importante è che tu la conosca, la tua idea di successo.

Ma voglio dirti anche un’altra cosa, in modo spassionato e onesto: per raggiungerlo, quel successo che hai in mente, devi imparare a fare pace con l’idea del fallimento.

Fallimento non è il contrario di successo.

Immaginiamo – no, non lo immaginiamo, ci viene insegnato – che un business di successo è quello che conosce sempre una continua crescita, che ogni mese incassa più del precedente, che vede moltiplicarsi i follower sui social. Questa, però, è solo una delle tante facce che assume la mentalità della performance.

E non è di aiuto né ci prepara ad affrontare le realtà della vita da imprenditrice perché, naturalmente, le cose non vanno sempre bene, e il fallimento fa parte del business.

Il punto che è importante capire, però, è che questo non ci impedirà di raggiungere il successo a cui puntiamo. Non se, dopo una caduta, ci rialziamo.

La vita di un business è fatta di alti e bassi.

Ci saranno i lanci andati male.
Ci saranno le Clienti insoddisfatte.
Ci saranno i collaboratori che si rivelano inefficaci.
Ci saranno gli investimenti a vuoto.

Come avrai spesso sentito dire, le uniche persone al riparo dal fallimento sono quelle che non fanno niente. Ma, se tu hai deciso di avviare la tua attività e rincorrere la tua Visione, allora non credo che startene con le mani in mano faccia al caso tuo.

Dai fallimenti puoi sempre imparare.

Poiché sono inevitabili, tanto vale cercare di tirar fuori il meglio dagli errori, dalle sviste. In ogni passo un po’ storto c’è una lezione, un insegnamento da apprendere. Come scrive Pema Chödrön nel suo Fail, Fail Again, Fail Better: “e se il fallimento fosse il modo più diretto per diventare individui più completi, amorevoli e realizzati?”

Da ogni lancio andato male, imparerai a strutturare meglio i successivi.
Da ogni Cliente insoddisfatta trarrai ispirazione per elevare l’esperienza che offri.
Da ogni collaboratore inefficace scoprirai di che risorse hai davvero bisogno.
Da ogni investimento andato a vuoto apprenderai a considerare le tue priorità.

Chiediti sempre cosa non ha funzionato, e perché; analizza il percorso che ti ha portato a quel bivio e le valutazioni che hai compiuto; coltiva la tua fiducia e perseveranza e cerca nuove, creative risposte alle tue ambizioni.

E, soprattutto, credi che il fallimento non è mai definitivo.

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