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Giulia Son

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Istinto e intuito: come imparare a riconoscerli.

Ti sei mai detta di seguire l’istinto? Forse anche tu riconosci in questa sensazione di pancia una valida guida, o quanto meno un segnale che andava interpretato. Al posto dell’istinto, però, ti suggerisco di iniziare a dare retta al tuo intuito, invece. Sì, anche per quel che riguarda la gestione del tuo business e della tua attività da Libera Professionista.

Che c’entra l’intuito col business? Ebbene, a mio modestissimo parere c’entra davvero un sacco. Sì, anche se parlo spesso dell’importanza della pianificazione; anche se sono una grande fan delle strategie e dei piani di azione. Il punto è che l’intuito è una cosa ben diversa dall’istinto, e nel business – ma non solo – dovremmo esercitarci a saper distinguere queste due voci.

Istinto VS Intuito.

L’istinto, spesso, è identificato con una sensazione fisica: magari una stretta allo stomaco, o un nodo alla gola, o una sensazione di calore, oppure una mollezza delle braccia. Insomma… una sensazione che assomiglia soprattutto a paura: come se il tuo corpo ti volesse avvisare di un pericolo.

L’istinto è, in effetti, la voce della prudenza più assoluta: quella che fin dai tempi dei nostri più antichi antenati aveva il compito di tenerci lontano dai predatori, o dalle piante velenose. In parallelo, l’assenza di queste sensazioni corporee è di per sé stessa un segnale: se non percepisco un pericolo, allora posso muovermi, andare avanti, proseguire con la mia decisione. Quindi, mia cara, sia lode all’istinto!

Ma, da solo, non basta. Dobbiamo imparare ad ascoltare anche la voce dell’intuito, perché non possiamo mica lasciare che sia la paura a guidarci, no? L’intuito è molto più difficile da percepire perché non è altrettanto evidente, non sempre si manifesta con una sensazione corporea (ma a volte sì: ti sei mai detta che una scelta l’hai fatta “di pancia”?).

L’intuito è una consapevolezza, è la tua capacità naturale di prendere la decisione migliore per te – anche se rischiosa, perché sa calcolarne i benefici. Non è una qualità della mente – perché non è solo intellettuale; non è solo emotiva, né soltanto corporea: è un po’ l’insieme di tutte queste cose. Ed è anche molto difficile da descrivere, quindi abbi pietà di me se non posso descriverti l’intuito come se fosse un oggetto concreto. Non trovo parole migliori di così per descrivertelo: l’intuito è quella voce che ti dice che una cosa è in un certo modo, come dato di fatto, anche se non sai spiegartene la ragione.

E, se riuscirai ad ascoltare tanto l’istinto quanto l’intuito e dare a questi consiglieri lo stesso peso, ti assicuro che sarai sempre in grado di prendere le decisioni migliori per te.

Come allenare l’intuito.

Come detto, la voce dell’intuito non è sempre facile da riconoscere. Possiamo, però, cercare di allenare il nostro “orecchio interiore” a distinguerlo tra i vari rumori di fondo. Come?

• prendendo l’abitudine di riflettere a fondo prima di fare le cose: la prima reazione è, molto spesso, quella dettata dall’istinto. L’intuito, d’altro canto, è meno irruento – dagli il tempo e il modo di dirti la sua;

• riconosci i segnali del corpo: quel formicolio lo associ alla paura o, al contrario, all’eccitazione per una nuova avventura? Quello sfarfallio allo stomaco, invece? Il tuo corpo è saggio, allenati a parlare la sua lingua;

• conversa con te stessa: se intuito e istinto sono voci di alcune parti di te, allora non devi far altro che abituarti a stare in questa conversazione; magari con un diario, o delle pratiche di meditazione;

• non forzare l’intuito: a volte, trovo che più ci provo, a tirar fuori quella voce, meno ci riesco; credo che l’intuito sia un po’ come le macchie di Rorschach, che le vedi bene solo quando smetti di guardarle.

Ma, alla fin fine, l’unico consiglio davvero valido è questo: prenditi il tempo che ti serve e non cercare soluzioni pre-confezionate o “verificate”. Datti l’occasione di provare a vedere che succede a credere che quella voce c’è, e troverai da sola il tuo modo di accedervi.

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