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Giulia Son

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La trappola del perfezionismo nel business: come superarla.

Quante volte hai rimandato un progetto nel tuo business perché sentivi che non fosse ancora “perfetto”?

Se la risposta è “chi riesce più a tenere il conto?!” allora la mia diagnosi è che sei vittima della trappola del perfezionismo

Niente paura, non è grave e ci siamo passatə tuttə… ma ti consiglio con tutto il cuore di correre ai ripari prima che questo possa portare a gravi conseguenze per la tua attività.

Come l’eccessivo perfezionismo porta alla procrastinazione.

Il continuo rinviare qualcosa fino a “quando sarà perfetto”, è solo uno schermo per proteggerci dalla paura di sbagliare.

Immagina di lavorare su un progetto, dedicando un’enorme attenzione ai dettagli. Ti ripeti: “Lo mostrerò al mondo appena sarà impeccabile”, ma troverai sempre qualcosa da correggere, e il rischio è che il lavoro non veda mai la luce. 

Questa ricerca incessante della perfezione nasconde spesso una profonda paura: la preoccupazione che il nostro lavoro non venga accolto positivamente da altrə.

Il che ci spinge a procrastinare all’infinito, ostacolando la nostra capacità di essere produttivə e creativə.

Per aiutarti a prenderti cura del tuo mindset e smettere di procrastinare ho elaborato una guida, che trovi a questo link: così puoi iniziare ad esprimere tuttə te stessə nel business che hai scelto di crearti.

Come identificare e affrontare la trappola del perfezionismo.

Il perfezionismo nel business è buono quando ci spinge a dare il meglio di noi e offrire un lavoro di qualità allə nostrə Clienti. Questo è il perfezionismo che aiuta, perché consente di curare bene la nostra immagine e quella del Brand, senza esigere troppo da noi stessə.

Il perfezionismo cattivo, invece, è quello che ci fa sentire in trappola, perché porta a rincorrere un ideale che non esiste.

Spesso finiamo per idealizzare anche le persone che ci circondano, attribuendo loro caratteristiche di perfezione e aspettative irraggiungibili. Molte volte siamo portatə a credere che lə nostrə colleghə siamo molto più bravə di noi, immuni dagli errori, oppure dotatə di una sicurezza inossidabile. 

Ti posso assicurare, però, che anche le persone più competenti e sicure di sé possono avere dei dubbi e momenti di incertezza

Per dimostrarlo, ti propongo un esperimento: pensa a qualcuno che ammiri, una persona che sembra sempre radicata e sicura di sé. Scrivile un messaggio sincero, chiedendole se ha mai avuto dei dubbi nel suo percorso. Se sarà onesta, ti risponderà di sì.

Questo esercizio serve a ribadire che nessunə è perfettə e che tuttə, indipendentemente da talento e successo, possono affrontare momenti di incertezza.

Le imperfezioni fanno parte del processo.

Accettare le imperfezioni come parte del processo di crescita del proprio business implica concentrarsi meno sugli errori e più su ciò che si desidera costruire con il proprio lavoro. 

Se la trappola del perfezionismo ti blocca, ri-parti dal chiederti:

  • che impatto voglio avere nel mondo?
  • come voglio che il mio lavoro modelli la mia vita e quella dellə miə Clienti?
  • cosa mi motiva sul serio?
  • come posso aiutare le persone a cui mi rivolgo?

Scendi nel profondo mentre rispondi e scopri perché hai scelto di dedicarti proprio al tuo mestiere. 

Forse è perché hai vissuto personalmente le sfide che le persone che accompagni affrontano; oppure desideri fornire loro il sostegno che avresti tanto voluto avere tu in quei momenti. O, forse, è perché senti una profonda soddisfazione nel vedere gli altri crescere e prosperare grazie al tuo lavoro.

Trovate le risposte, sarà molto più semplice concentrarsi sul punto di partenza attuale e sul prossimo passo da compiere.

Questo lavoro sull’autostima è molto importante, anche se spesso viene trascurato. 

Si dà la precedenza ad investimenti più “tangibili” per il business, dimenticando che è proprio il nostro bagaglio di esperienze – anche se imperfetto – ad essere utile alla nostra Best Persona.

Come imparare dalle sfide per superare l’ansia del perfezionismo.

Eh sì, dietro ogni errore si nasconde un’importante lezione, ma ammettiamolo: si prova anche una sana dose di frustrazione. Ma non possiamo evitare di commetterli, se vogliamo proseguire nel nostro percorso e crescere. È necessario accettare che qualche piccolo incidente di valutazione sia inevitabile.

Cosa ancora più importante: non possiamo dimenticare gli sbagli che facciamo. Quando ne commettano uno, vorremmo semplicemente lasciarlo alle spalle, nasconderlo in un’anta buia della nostra memoria e gettare via la chiave. Ma facendo così come possiamo trasformare gli errori in vere e proprie lezioni?

Anche io ho dovuto scontrarmi con distrazioni, imprecisioni, scivoloni durante il mio lavoro con lə miə Clienti. Questi, però, mi hanno offerto l’opportunità di perfezionare il mio flusso di lavoro, la formulazione dei pacchetti offerti e l’esperienza che potevo fornire.

Ti faccio un esempio: poco dopo aver aperto la Partita IVA, ho commesso un errore di natura tecnica nella progettazione di alcuni biglietti da visita. Ho riconosciuto l’errore e ho corretto la rotta appena prima che andassero in stampa. Nonostante io abbia evitato la catastrofe per un soffio, mi sono sentita profondamente turbata. Ho vissuto giorni di preoccupazione e tensione, fino a quando mi è capitato di lavorare su un altro progetto.

Grazie all’esperienza vissuta, però, sono riuscita a migliorare il mio processo di lavoro, a prevedere il problema e trovare una soluzione ancor prima che si presentasse. 

In altre parole, ho tratto una lezione dai miei sbagli e, soprattutto, ho imparato a riconoscere il loro valore.

L’importante è iniziare, collaborare e delegare.

Una delle chiavi per superare il perfezionismo nel business è imparare a delegare alcuni compiti, specialmente quando si tratta di aree che non sono di nostra competenza.

Perché la verità è che non possiamo essere lə migliori in tutto.

Prima di lasciarci sopraffare dall’eccessivo desiderio di perfezione, è importante fare una pausa e riflettere: 

  • cosa sarebbe la prima cosa che delegheremmo se potessimo?
  • esiste già qualcuno che potrebbe farlo al nostro posto e meglio?

Io, per esempio, ho deciso di affidarmi fin da subito a una commercialista che si occupasse della parte fiscale della mia attività, anche se avrei potuto gestirla autonomamente. 

L’idea è quella di riconoscere che ci sono persone più competenti di noi in determinati settori e sfruttare le loro conoscenze per pianificare la crescita del business.

Che poi, lo so, la lista delle cose da imparare e  da affinare sembra non finire mai, senza contare quegli aspetti meno pratici ma altrettanto importanti che riguardano la gestione del flusso del lavoro.

Come Solopreneur, capisco bene questi problemi e le esigenze che ne derivano, perché li sperimento ogni giorno sulla mia pelle. Ed è proprio per questo motivo che nella Colorful Brandschool affrontiamo queste sfide con una struttura che cambia di volta in volta, dove sei tu a scegliere di seguire solo quelle lezioni davvero utili a te.

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