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Giulia Son

Come si scrive un Business Plan per Solopreneur.

Don't worry, I have a plan.

Quando ho avviato la mia attività ho scritto un Business Plan.

All’epoca non lo sapevo, ma stavo compiendo l’azione giusta per il motivo sbagliato. Eh, già: perché il mio obiettivo non era chiarirmi le idee o darmi basi solide quanto, invece, sentirmi legittimata. Avevo lasciato il posto con contratto a tempo indeterminato per buttarmi in un qualcosa di non meglio identificato: volevo dimostrare (a me stessa, a mio padre, al mondo) che in fin dei conti il mio non era un salto nel vuoto.

Ovviamente, il mio era un salto nel vuoto e non sapevo proprio nulla di Business Plan – anche se fingevo il contrario. Così, ho fatto quel che ogni nativə digitale avrebbe fatto al posto mio: ho cercato le informazioni che mi servivano sul web. In pochissimo tempo ho trovato tanti modelli infarciti di grafici a torta, tabelle e paroloni inglesi dal significato oscuro ma che suonavano perfetti per calarmi nella parte della giovane e brillante imprenditrice.

Le mie motivazioni, dicevo, erano quelle sbagliate; ma mi hanno portato qualche buon risultato: ad esempio, rendermi conto che per darmi qualche minima chance di successo dovevo comprendere cos’è che volevo costruire. Ma, anche, capire che i modelli precompilati che si trovano su Internet, con le formule matematiche già impostate, son del tutto inutili.

Ed è con questa premessa che ti annuncio che, in fondo a questa pagina, troverai anche tu un bel modello da scaricare che ti aiuterà a scrivere il tuo primo Business Plan. Solo che questo è diverso: è lui che si adatta a te, e non il contrario.

Partiamo dal presupposto che ogni business è unico, visto che ogni Solopreneur è unicə: il modello che ti propongo ne tiene conto, e ti lascerà spazio per esprimere la tua personalità e dare sfogo alla tua creatività mentre pensi in modo strategico. Che ne dici, non ti pare una figata pazzesca?

Bene! Ma, prima di metterti al lavoro, è il caso di parlare ancora di un paio di cose.

Cos'è un Business Plan e a che serve.

Si tratta del primo strumento che ogni business dovrebbe prendere in considerazione: dalla piccola attività individuale alla multinazionale, ogni azienda farà bene a muovere i primi passi in base ad un piano strategico.

Il Business Plan descrive un progetto imprenditoriale e, in pratica, deve rispondere a due “semplici” domande: quali sono gli obiettivi dell’azienda, e come li raggiungiamo?

È definendo lo scopo della tua attività che ti metti nelle condizioni migliori per raggiungerlo.
È razionalizzando le tue ambizioni che le porti dalla sfera del sogno a quella del reale.
È esaminando le opportunità di successo che individui le strategie per coglierle, ed è prevedendo i rischi che immagini soluzioni per arginarli.

Insomma, il Business Plan è quello strumento attraverso cui la tua idea di business diventa sempre più concreta. Ti offre una visione di insieme sulla tua azienda, e questo si traduce in potere: perché sarai in grado di operare scelte strategiche con cognizione di causa, e non lasciandoti guidare dal fato.

Ecco perché il Business Plan serve ad ogni attività, a prescindere dalle dimensioni, dal capitale sociale o dal numero di dipendenti: perché è l’unico strumento che conferisce davvero il controllo. E non è questa la ragione per cui hai scelto di metterti in proprio: la libertà di prendere le tue decisioni?

Come avrai capito, il Business Plan va studiato fin dalle prime fasi di vita di una attività – ancor prima del lancio ufficiale sul mercato. Deve descriverne l’anima, gli obiettivi a lungo termine, la visione. Attenzione, però: questo non significa che al Business Plan ci si lavora una sola volta e poi si lascia lì a prendere polvere. Tutt’altro! Ad intervalli regolari – di solito, ogni anno – il Business Plan va aggiornato e sfruttato per stabilire nel concreto le operazioni da organizzare in modo che l’attività continui a raggiungere gli obiettivi posti: magari il lancio di un nuovo prodotto, o una particolare iniziativa di marketing, oppure l’apertura di più filiali. È in questo modo che si rimane ancorati alla propria visione, mentre ci si muove in un presente in continua evoluzione.

Infine, il Business Plan è quel documento che istituiti bancari e finanziatori, pubblici o privati, esamineranno per stabilire se investire in una attività: in quel caso, sarà opportuno produrre una presentazione seria e composta del tuo progetto imprenditoriale. Ma se hai deciso di studiare il tuo primo Business Plan per chiarirti le idee, pianificare e organizzare la nascita e crescita della tua attività da Solopreneur, allora sappi che puoi sbizzarrirti con penne colorate, glitter, adesivi divertenti. Anzi, non solo puoi: è anche meglio!

Non mi credi?

Quello che pensi sul Business Plan è sbagliato.

Scommetto che se ti dico “Business Plan” immagini una presentazione grigia, sterile e pallosa. Preparati a ricrederti!

Il Business Plan ritrae l’anima della tua attività: ne descrive le ambizioni, le potenzialità, le caratteristiche uniche; comprende quelle soluzioni innovative che vuoi proporre, la descrizione empatica del tuo pubblico, e tutte le mirabolanti idee che prima o poi vorrai realizzare per cambiare il mondo.

Quindi, mi spieghi come può essere noioso? Riflettendo su tutti questi aspetti dovresti avvertire una sensazione smaniosa, un fuoco interiore, il desiderio bruciante di metterti subito all’opera. Se non è così, forse l’idea imprenditoriale che stai prendendo in considerazione e che ti annoi a descrivere… non è quella giusta per te.

Avviare un business è una attività creativa: forse la più creativa che esiste.

Significa individuare un problema e immaginare soluzioni che nessunə prima ha mai preso in considerazione. Per riuscirci, serve tantissima inventiva e la capacità di vedere connessioni inedite.

Poi, certo, occorre anche strategia: ma quel pensiero razionale, quando applicato alla realizzazione del tuo successo, diventa l’attività più entusiasmante che esista.

Immagina di organizzare un viaggio, quello che sogni da una vita: di sicuro è bellissimo passare un sacco di tempo a fantasticare, ma anche definire tappa per tappa il tuo itinerario è un vero divertimento. Ecco, per il tuo business funziona allo stesso modo!

Come si scrive un Business Plan per Solopreneur.

Noi Solopreneur gestiamo attività piccoline: non abbiamo bisogno di strategie mirabolanti o Business Plan di cinquemila pagine. Anzi: maggiore la sintesi, maggiore la chiarezza che otterrai.

Cerca di non complicarti inutilmente la vita. Forse credi che il tuo compito sia inventarti qualcosa di straordinario, mai visto prima! Come ti scrivevo all’inizio di questa Guida, la prima volta che ho lavorato al mio Business Plan è stato per sentirmi legittimata nel ruolo di imprenditrice. Credevo che l’unico modo di giustificare la mia scelta sarebbe stato tirar fuori l’invenzione del secolo. Dopo anni di esperienza posso dirti che non è così: potenzia le tue capacità e i tuoi talenti e mettili al servizio di una persona specifica. Quanto più semplici saranno le soluzioni che troverai, tanto più funzionali risulteranno.

Nello scrivere il Business Plan, lascia libero spazio alla creatività. Te l’ho già detto ma, siccome è importante, voglio ripeterlo: immaginare la tua attività richiede tanta fantasia. Se saprai costruire il tuo Piano in un modo che ti assomigli, funzionerà al massimo.

Cosa includere nel Business Plan.

  • Obiettivi: ogni piano che si rispetti comincia col definire i risultati da ottenere. Per arrivare dove vuoi arrivare… devi sapere dove vuoi arrivare. Lapalissiano. È importante capire quale è la tua visione di business (come vuoi cambiare il mondo attraverso il lavoro) ma, per la felicità finanziaria della tua attività, anche quanto vuoi guadagnare. Quando stabilisci i tuoi obiettivi, assicurati di darti un’unità di misura e una data di scadenza.
  • Business Model: cosa vuoi vendere, e come vuoi venderlo? Servizi o prodotti fisici? Consulenze individuali o percorsi di gruppo? Negozio su strada o business online? Il Modello di Business descrive le soluzioni che offri e le modalità attraverso cui distribuisci, ed è una sezione del Business Plan soggetta a continue evoluzioni: ogni anno dovresti verificare se la tua offerta è ancora attuale, se ti soddisfa e diverte, se risponde alle esigenze del pubblico e se è la massima espressione delle tue capacità. Anche quelle, col tempo, evolvono!
  • Pubblico e Best Persona: fin dallo studio del Business Plan è cosa buona e giusta (almeno) abbozzare un’idea del target, quella fascia di popolazione a cui ti rivolgi: di chi sei al servizio? Questo discorso può essere approfondito con la Strategia di Brand, quando imparerai ancora meglio a presentarti. Ma è importante avere un’idea abbastanza accurata fin dal principio, perché ti servirà per migliorare la tua offerta, studiare il marketing, eccetera.
  • Marketing e comunicazione: se vuoi aiutare le tue Best Persona devi prima di tutto far sapere loro che esisti! Nel Business Plan, includi i canali di comunicazione scelti, le politiche su sconti o promozioni e, anno dopo anno, aggiorna la Strategia Marketing con un vero e proprio calendario di eventi.
  • Investimenti e Spese: parafrasando Nanni Moretti, “i numeri sono importanti”. Nella gestione del tuo Business, semplicemente non puoi ignorarli. Quali sono le spese fisse, quelle che ogni mese dovrai sostenere? Cosa ti serve per far crescere la tua attività? Una volta fatte queste considerazioni, assicurati che gli obiettivi economici coprano le uscite.
  • Team e strumenti: pure unə Solopreneur non è mai davvero davvero solə. Pensa a cosa vuoi delegare e quali strumenti puoi utilizzare a sostegno del tuo lavoro, poi inizia a chiedere preventivi. Se ancora non puoi permetterti quella uscita, avere un’idea precisa del costo ti aiuterà a pianificare per il futuro.
  • E i competitor? Credo sia più fruttuoso concentrarsi sulle proprie qualità e sulla propria unicità, che confrontarsi col resto del mondo. Si finisce sempre per lavorare per sottrazione, in quel modo (se Tizio fa X, allora io farò Y). È pur vero, però, che è opportuno avere un buon senso di quel che accade intorno a te – fintanto che non ti scatena scompensi, crisi di paragonite acuta o un desiderio di abbassare i tuoi prezzi.

Scrivi il Business Plan con una struttura organica.

Leggendo l’elenco qui sopra avrai forse notato un aspetto interessante, e fondamentale, di ogni buon Business Plan: le sue varie sezioni si influenzano l’una con l’altra.

Quando lavorerai al tuo, cerca di mantenere uno sguardo dall’alto su tutto il documento. Per forza di cose dovrai concentrarti su una sezione alla volta: ma potrai tornare indietro o saltare avanti, modificare o aggiustare, tagliare o aggiungere.

Ad esempio, quando ti troverai a riflettere sul target, potresti capire che uno dei servizi che hai incluso nel Business Model non è davvero indicato; e avere un’ispirazione brillante per una strategia di lancio da appuntare nella sezione Marketing.

Muoviti con flessibilità all’interno del tuo Business Plan, non aver paura di cancellare o fare pastrocchi, e ricordati che per sua natura questo è uno strumento che, come alle scale di Hogwarts, piace cambiare.

Sì: nel Business Plan i numeri ci devono stare.

Te lo dico chiaro e tondo: un business funziona se è in attivo, cioè quando le entrate superano le uscite. Tenere traccia delle cifre ti serve per assicurarti che stai effettivamente guadagnando e che puoi vivere del tuo mestiere.

Non solo: è importante per capire se l’azienda cresce, se ti stai avvicinando ai tuoi obiettivi di lungo termine. Se la risposta è sì, cosa sta funzionando e come puoi puntare sempre di più su quell’aspetto? Se, invece, è negativa: come puoi correre ai ripari?

Se hai una buona idea di quel che succede nella tua attività da un punto di vista economico, saprai che cifra potrai re-investire l’anno successivo per espanderti ancora di più: nuove collaborazioni, dei dipendenti, quel macchinario per il tuo atelier che hai adocchiato da tanto tempo?

Lo so che i numeri non piacciono a tuttə, ma qui non parliamo di equazioni complesse o logaritmi: bastano le quattro operazioni fondamentali per cavarsela alla stragrandissima.

Come dice Carlotta Cabiati nel suo intervento incluso nel mio percorso dedicato al Business Plan: la consapevolezza economica equivale a potere. Quindi, non rinunciarci.

Scarica il modello e scrivi il tuo Business Plan.