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Giulia Son

La storia di Giorgia.

Una perla rara.

Progettazione del Marchio

Conosco Giorgia da anni, da quando abbiamo lavorato insieme all’Identità Visiva per l’attività che ha avviato col marito e la cognata. Collaborare a quel progetto è stato bellissimo e ci siamo trovate in grande affinità; perciò, quando mi ha contattata per un nuovo percorso di Visual Identity, stavolta solo per lei, sono andata su di giri.

Una figura professionale fluida.

Non è facile dire, in poche parole, quale è il lavoro di Giorgia – perché se ne è inventata uno che mescola tutte le sue doti, la sua capacità visionaria e le sue esperienze. Una difficoltà con cui empatizzo senza fatica, visto che anche io ho fuso insieme mestieri all’apparenza distanti – come il design e il coaching, per esempio.

Ci è voluto un colloqui approfondito, durante il quale io e Giorgia ci siamo scambiate tante metafore, “come se”, descrizioni fantastiche di emozioni e sensazioni che si facevano concrete. Anche su questo lei ed io siamo sulla stessa lunghezza d’onda: pensiamo per immagini, colori e forme.

Giorgia aiuta a trasformare visioni in realtà: progetta set per servizi fotografici, o eventi; ma anche questa è una versione ridotta della realtà perché, semplicemente, non c’è ragione per lei di limitarsi.

Una cosa è certa: come professionista, è in grado di trasformarsi. Come un liquido, si adatta al contenitore – o, per meglio dire, alle esigenze dellə Cliente. La sua è la purezza del bianco che, in sé, contiene tutti i colori; e di volta in volta sa come ridipingersi.

Le sfide nella progettazione del Marchio.

Giorgia ama definire la propria professione cominciando col raccontare come vuole far sentire il proprio Cliente. Era ovvio che fosse questo il punto di partenza anche nella progettazione del Marchio: sapevo, quindi, che avrei fatto largo uso di metafore cromatiche o di simboli in grado di raccontare una storia, pur senza usare parole.

Il Logo doveva essere anche semplice, perché testimoniasse la trasparenza e il candore di Giorgia. Infine, per quanto potrà sembrare banale, era molto importante che fosse bello: dopotutto, parliamo di un Brand che ha a che fare col design e che punta ad un posizionamento medio-alto.

Ho lavorato, quindi, ad una progressiva semplificazione delle bozze iniziali per arrivare a proposte quanto mai semplici e pulite, ma evocative.

È sempre un po’ strano preparare la presentazione di concept così essenziali, composti da pochi elementi. Perché ad un primo sguardo si può pensare che chiunque può farli, e in cinque minuti; e invece quanto più un Logo è sintetico, tanto più è impegnativo arrivare ad un risultato ottimale.

Tote Bag con Logo a forma di perla
Logo Orizzontale con Pittogramma a forma di perla
Biglietti da visita con sfumature e Logo a forma di perla
Logo con sfumature e a forma di perla

Il risultato finale.

Il Logo principale è composto dall’unione di un simbolo pittorico e da una scritta. C’è quella che sembra una perla – un simbolo di purezza e preziosità. In effetti, a simboleggiare la capacità evolutiva di Giorgia ci sono soprattutto le sfumature, delicate e luminose, in movimento continuo.

La parte testuale è costituita da un font personalizzato e adattato per contribuire a trasmettere lo stesso messaggio di elegante fluidità.

Oltre al Logo, Giorgia adesso ha il Submark, dei pattern e alcuni template per rafforzare la riconoscibilità del proprio Brand e da sfruttare in comunicazione, per personalizzare ogni strumento.